Guglielmo Marconi, portrait, head and shoulders, facing left (Wikipedia)

Associare il nome di Guglielmo Marconi, inventore e imprenditore italiano premio Nobel per la Fisica, all’invenzione della radio è quanto mai automatico. E non è sbagliato per Marconi, nato a Bologna il 25 aprile del 1874, ha legato il suo nome a questa scoperta epocale. Per maggior precisione narrativa è giusto dire che Marconi ha ideato un sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio, che possiamo anche chiamare telegrafia senza file oppure radiotelegrafo. L’evoluzione di questo sistema generò poi la moderna radio e successivamente anche la televisione. Proprio questa sua intuizione, come anticipato in apertura, gli valse il Premio Nobel per la Fisica nel 1909. Una bella soddisfazione per uno scienziato autodidatta, senza titoli accademici, che sperimentava di suo pugno le sue intuizioni.

Marconi inizia a realizzare i suoi esperimenti appena ventenne. Nel 1894 inizia i primi esperimenti con le onde elettromagnetiche e inizia a lavorare sulla possibilità di inviare segnali a distanza utilizzando proprio le onde radio superando il sistema della comunicazione telegrafica con i fili. Nel 1895 realizza con propri mezzi il primo trasmettitore radiotelegrafico che sperimenta a Pontecchio separando apparecchio di ricezione e trasmissione con una collina. I segnali Morse furono captati a distanza di 2 chilometri. Nel 19896 si trasferisce in Inghilterra dove potenzia i suoi studi ed esperimenti. Il 7 luglio 1897 ottiene il brevetto per la telegrafia senza fili. Nel 1908 Marconi riesce a realizzare un ponte di comunicazioni regolari fra le due sponde dell’Atlantico e nel 1909 riceve il Premio Nobel per la Fisica proprio per il suo contributo alla realizzazione di un sistema radiotelegrafico senza fili.

Nel 1928 viene nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e nel 1930 presidente della Reale Accademia d’Italia, nel 1934 gli viene conferita la laurea ad honorem in fisica e nel 1937 muore a Roma, il 20 luglio.

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